ARTISTI e PROTAGONISTI 2016

REMO ANZOVINO

image1REMO ANZOVINO
Nato a Pordenone nel 1976, considerato da critica e pubblico uno dei più originali e innovativi compositori in circolazione, avvocato penalista, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale italiana. Nella sua carriera quattro album registrati in studio e l’ultimo “Vivo”, un’antologia live che contiene, in versione completamente rivisitata e riarrangiata, 14 tra i migliori brani della carriera di Anzovino e due meravigliosi inediti: “Afrodite”, l’ammaliante piano solo che apre l’album e l’irresistibile marcetta “No smile (Buster Keaton)”, autentica dichiarazione d’amore di Anzovino per l’attore e regista statunitense. In occasione del Record Store Day è uscito anche in vinile, “Vivo” racconta il percorso artistico di questo musicista che sa unire la qualità alla capacità di arrivare a tutti con una melodia che entra dritta nel cuore e non ne esce più ed è arricchito dal DVD integrale dello straordinario “Concerto della Memoria” che Anzovino ha tenuto lo scorso 15 settembre sulla diga del Vajont, nella sua regione, in occasione del 50esimo anniversario della più grande tragedia evitabile della storia italiana. La sua composizione “9 ottobre 1963 (Suite for Vajont)” è stata riconosciuta dalla Fondazione Vajont (Comuni di Longarone, Erto e Casso, Castellavazzo e Vajont) come musica ufficiale del ricordo del Vajont ed è stata insignita in Campidoglio il 7 ottobre scorso, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il Premio Anima 2013 sezione musica “per il contributo significativo dato al senso dell’etica e della responsabilità nel nostro Paese”.
Numerose sono le collaborazioni di grande trasversalità: da Franz Di Cioccio (PFM) e Simone Cristicchi a Gino Paoli; da Enzo Pietropaoli a Gabriele Mirabassi a Francesco Bearzatti; da Vincenzo Vasi a Dj Aladin, Dargen D’Amico e Roberto Dellera (Afterhours) all’opening track del disco tributo in italiano a Cesaria Evora.

 

DOS FOLKS – Pucci Venier Duo

 

Dos FolkS sist bn

Il duo composto da Michele Pucci e Giulio Venier nasce nel 1999 e nel giro di pochi anni si segnala sulla scena folk italiana come una delle proposte musicali più interessanti degli ultimi anni, unendo il fascino della chitarra flamenca e quella del violino, in un alternarsi continuo di suggestioni melodiche dove virtuosismo e tradizione vanno a braccetto dando vita ad un suono assolutamente originale.  Il repertorio del duo parte da una rielaborazione della tradizione musicale friulana e spazia fino alle sonorità del centro e nord Europa, il tutto impreziosito da continui rimandi alla musica andalusa. Nella loro discografia si contano due dischi in studio Doismiao del 2000 e Laicht – Luce del 2002, ma è dal vivo che il duo da il meglio di se e non è un caso che il disco più bello da loro pubblicato è Bootleg, un live del 2002 inciso in due chiese a Galleriano (UD) e Pinerolo (TO) e prodotto da Folkest Dischi. Rispetto ai dischi in studio, in Bootleg si ha modo di apprezzare a tutto tondo le qualità e l’eclettismo strumentale di Pucci e Venier, infatti se il primo è un eccellente chitarrista, il secondo non è da meno al violino e quanto ad inventiva difficilmente esiste in Italia qualche musicista in grado di fargli concorrenza. La loro musica non è affatto sfoggio di qualità tecniche fine a se stesse ma piuttosto è poesia in musica, che li conduce ad esplorare territori musicali che vanno ben oltre i confini del loro Fiuli. Ad aprire il disco è il violino di Venier che ci regala un tema barocco che si evolve lentamente in una cavalcata musicale dai sapori gitani dove il flamenco viene trasformato in una square dance forsennata. L’energia resta altissima con la rielaborazione di Minor Swing di Django Reinhard e Stéphane Grappelli, nel quale Pucci e Venier si divertono ad inserire temi popolari italiani per nove minuti di grande grande musica per soli chitarra e violino. Nel corso del disco si viene in contatto con sonorità che rimandano al folk rock inglese degli anni settanta, come nella spettacolare Rock Burton nella quale il duo omaggia prima i Led Zeppelin, poi i Deep Purple, il tutto con la chitarra suonata da Pucci a fare la parte della sezione ritmica e il violino di Venier a riprodurre i riff chitarristici. Nella seconda parte il disco si fa più introspettivo e così emerge il lato più intimo del duo come nel caso della dolcissima Jesu Cjamin o delle incursioni nel folk nord europeo con Ba-rock Suite. Chiude il disco la sorprendente Furclap, un brano denso di poesia, dalle trame tenui e rarefatte nel quale Venier regala uno dei passaggi strumentali più belli ed intensi di tutto il disco. In attesa di ascoltare il loro prossimo lavoro discografico, non ci resta che gustarci fino in fondo questo disco, uno dei migliori esempi di grande musica strumentale acustica made in Italy.

https://www.facebook.com/dosfolks/?fref=ts

http://www.puccivenierfolkduo.it

 

the leading guy

The Leading Guy (TLG)

 

Considerato dalla stampa di settore tra i 10 nuovi cantautori da tenere d’occhio nel 2016. Memorandum, il suo album di debutto è stato inserito nella Top50 dei migliori dischi pubblicati nel 2015.La scorsa estate ha suonato su tre palcoscenici molto prestigiosi, quello del festival Ferrara Sotto Le Stelle, della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e del No Borders Music Festival a Tarvisio in apertura al tour italiano dei 2Cellos, le rockstar mondiali del violoncello. È stato opening act di Max Gazzè e Jack Savoretti a Trieste, che ne ha elogiato pubblicamente le doti. Cresciuto in Italia, ha vissuto per molto tempo in Irlanda per poi girare l’Europa a piedi e in autobus, da Copenaghen alla Cappadocia per poi tornare in Italia.

TLG è un cantautore in grado di raccontare qualcosa di unico e spontaneo, a volte doloroso. Per lui la canzone è l’unica cosa che conti davvero e nel suo linguaggio una grande attenzione è affidata alla melodia, che si rifà alla tradizione folk e alla necessità di raccontare e conservare tra i suoi versi personaggi, storie e memorie che rischierebbero altrimenti di sfumare via.

Nel momento in cui l’artista è più famoso delle sue opere, rischia di fallire. Per The Leading Guy la canzone è l’unica cosa che conti davvero. Cantautore, in grado di raccontare qualcosa di unico e spontaneo anche se doloroso, cerca il silenzio per meglio interpretare il rumore delle cose preziose. Una grande attenzione è affidata alla melodia, che si rifà alla tradizione folk e alla necessità di raccontare e conservare tra i suoi versi personaggi, storie e memorie che rischierebbero altrimenti di sfumare via. The Leading Guy suona in maniera essenziale e diretta ed è con questo principio che racconta. La ricerca costante di una conversazione con l’ascoltatore porta ad un confronto diretto che si realizza al meglio durante le sue esibizioni dal vivo. Scrive e canta per raccontare e raccontarsi. È autobiografico nella misura in cui può esserlo un uomo dei nostri tempi. Chitarra e voce come semplici strumenti d’espressione di un’esistenza molto più complessa.

Album: “Memorandum”, il suo album di debutto (Lady Lovely, 2015) non doveva nemmeno essere pubblicato e forse la sua forza è tutta qui. Un mese di scrittura e pochi giorni di registrazione in un appartamento nella Berlino est. Un flusso di coscienza che non teme il giudizio del pubblico perché questo disco quasi a sorpresa si trova ad averne uno. Denso di memorie, personaggi reali che sembrano inventati, dolore, letteratura e a volte amore. Una chitarra acustica come unica compagnia quasi silenziosa a supportare con poche note tutto ciò che doveva essere detto in fretta per paura che qualcuno possa sentire. Artisti di strada dimenticati, fragili alberi genealogici, senzatetto e cani randagi, l’aggrapparsi a qualche frase di un poeta per riuscire a salvarsi. Tutti noi viviamo diversamente ciò che vediamo e proviamo ma a pensarci bene i sentimenti sono sempre gli stessi. Amore, odio, dolore o rassegnazione che sia. “Memorandum” altro non è che un punto di vista su tutto ciò. Qualsiasi sia il nostro modo di vedere le cose non dobbiamo mai smettere di guardare. Ed è per questo che in fine “Memorandum” è stato pubblicato.

Video: Primo singolo “While The Dogs Are Barking” https://www.youtube.com/watch?v=iOj1ZTj-6tw
Aftermovie concerto Quirinetta, Roma https://www.youtube.com/watch?v=wJZ-DMsGOXk
Articoli: ROCKIT – 10 artisti su cui puntare nel 2016 http://www.rockit.it/articolo/spinga-signora-spinga-classifica-2015
OCA NERA ROCK – 10 artisti da tenere d’occhio http://www.ocanerarock.com/2015/12/07/10-artisti-indie-tenere-docchio/
ROCKIT – 50 migliori dischi dell’anno per Rockit http://www.rockit.it/articolo/dischi-anno-rockit-2015

Recensioni Disco:

LOSTING GROOVE http://lostingroove.com/2015/07/12/memorandum-di-the-leading-guy/
OCA NERA ROCK http://www.ocanerarock.com/2015/12/15/the-leading-guy-memorandum/
ROCKIT http://www.rockit.it/recensione/28822/theleadingguy-memorandumc

http://www.theleadingguy.com/

 

———————————————————————————————————-

INCONTRI TEMATICI

NICOLO’ GIRALDI
Nato a Trieste nel 1984. E’ giornalista e pubblicista dal 2009. Ha cominciato a pubblicare con la Voce del Popolo, quotidiano della Comunità Italiana in Slovenia e Croazia nel 105, occupandosi soprattutto di corrispondenza dall’Italia. Figlio di esuli istriani, ha scritto tre brevi romanzi storici ed un racconto premiati presso il Concorso Internazionale di Arte e Cultura Istria Nobilissima. Laureato in Storia Moderna, negli ultimi anni ha vissuto a Londra, città dove ha conseguito un master presso la London school o Journalism. Ha firmato numerosi articoli per quotidiani del Gruppo Espresso. Autore del libro di successo “ La Grande Guerra a piedi”, da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale. Edizioni Biblioteca Dell’Immagine.

EZIO GLEREAN ( ex calciatore, allenatore, scrittore )
L’adolescenza è il periodo del cambiamento, della metamorfosi, il momento in cui ci si accorge di essere diversi e si sente il bisogno di essere diversi. In questa metamorfosi entra in gioco anche la paura, la paura di non piacere e di non piacersi. Si cerca, allora, di eliminare tutto ciò che non piace e spesso il bersaglio principale diventa il proprio corpo. Nei maschi – ma anche in molte femmine, ormai – la manipolazione del corpo prevede soprattutto la gestione ed il controllo della forza fisica e muscolare, del potenziale aggressivo legato allo sviluppo del nuovo corpo. Gli adolescenti ritualizzano l’aggressività con le gare, con le sfide, con gli sport (soprattutto, ma non solo, di contatto), con le esibizioni plateali. Ma in questa fase della vita lo sport è fondamentale anche per la mente: fare sport significa risolvere continuamente problemi legati alle situazioni di gioco o di allenamento; nelle relazioni con il gruppo la pratica sportiva contribuisce ad un equilibrato sviluppo della personalità. La buona riuscita nello sport dovrebbe diventare uno stimolo per valorizzare la capacità dell’adolescente, comprese quelle scolastiche. Negli adolescenti il gioco-sportivo può influenzare profondamente almeno tre sfere dello sviluppo: la sfera dello sviluppo corporeo; la sfera dello sviluppo della personalità; la sfera delle relazioni sociali. La pratica sportiva giovanile – con educatori/allenatori capaci di cogliere questa opportunità – potrebbe essere un formidabile mezzo per sviluppare negli adolescenti una serie di caratteristiche positive: la capacità di affrontare e superare difficoltà; la consapevolezza delle proprie possibilità; l’autonomia; la motivazione; la capacità di collaborare con gli altri. La pratica di attività fisiche strutturate del tempo libero può ottenere, tra l’altro, i seguenti risultati:
• riduzione di problemi comportamentali come l’aggressività e la tendenza all’isolamento;
• maggiore confidenza con le regole e il rapporto con gli altri;
• miglioramento delle relazioni positive con la famiglia
Lo sport può costituire non solo una fonte di genuino piacere, ma anche uno strumento di apprendimento utile per costruire relazioni sociali, per incrementare il controllo di sé e dell’aggressività, per favorire la conoscenza delle proprie capacità, per l’aumento dell’autostima, per la costruzione della struttura corporea, per trovare delle rassicurazioni ed uscire in questo modo da una forte sensazione di inadeguatezza prendendo coscienza della propria identità.

GIANCARLO FERRON
L’autore vicentino di Castelnuovo di Isola Vicentina ha svolto il lavoro di guardiacaccia sulle montagne vicine all’altopiano di Asiago e oggi lavora sul monte Pasubio. Da anni ha scelto di raccontare le sue storie ed esperienze vissute a contatto con la natura in alcuni libri di grande successo come Ho visto piangere gli animali e I segreti del bosco. Per questo motivo incontra centinaia di ragazzi nelle scuole per risvegliare in loro il senso di appartenenza al mondo e il rispetto della natura. Libriadi lo ha scelto come autore per la scuola secondaria per rendere consapevoli i lettori che in questo momento difficile per tutti, bisogna preservare e rispettare i doni che la natura ci regala ogni giorno nel suo continuo percorso evolutivo. Per meglio comprendere questa fortuna che abbiamo, bisogna conoscerla e farci conquistare. Libriadi vuole comunicare valori ai lettori di tutte le età e questo è un valore da difendere per permetterci di guardare al futuro in maniera serena. I valori trasmessi dai libri riguardano anche l’educazione civile, il rispetto, le tradizioni dell’uomo, la scoperta del nostro territorio.
www.giancarloferron.com


ANTONIO G. BORTOLUZZI

Nato a Puos d’Alpago (Belluno) nel 1965 e vive a Farra d’Alpago. Ha pubblicato nel 2015 il romanzo “Paesi alti” con Edizioni Biblioteca dell’Immagine, nel 2013, sempre per lo stesso editore, il romanzo “Vita e morte della montagna”, preceduto nel 2010 dal romanzo per racconti “Cronache dalla valle”. Finalista e quindi segnalato dalla giuria del Premio Italo Calvino nelle edizioni XXI e XXIII è membro accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).

DAVIS BONANNI
Autore del libro “Pecoranera” vincitore del Premio Acea Ambiente / Fondazione Portus. Tra le montagne della Carnia, la straordinaria storia di un ventenne e della sua scelta di vita coraggiosa e controcorrente.
Nel 2015 pubblica il suo secondo libro “Il Buon Selvaggio” sempre con Marsiglio Editore.

Ha solo vent’anni Devis, quando in lui scocca la scintilla: vivere altrimenti è possibile. All’inizio è solo un sentimento, un’aspirazione, che a poco a poco si trasforma in concreto progetto di vita. Inizia così la sua avventura: da un piccolo orto senza aver mai visto prima una pianta di pomodoro, coltivando patate e cereali per ritrovare un contatto più immediato con la Natura e realizzare una prima, rudimentale forma di autosufficienza alimentare, accompagnata da uno stile di vita semplice ed ecosostenibile. Passa un po’ di tempo e a chi prevede che presto si stancherà di tutto ciò risponde con un atto irrevocabile: a 23 anni si licenzia dall’impiego come tecnico informatico e si trasferisce in una casetta prefabbricata riscaldata da una stufa a legna per dedicarsi a tempo pieno a quella che battezza “vita frugale”. Sono gli anni della cro-ciata solitaria, caratterizzati da avventure e disavventure di ogni tipo, da episodi epici e tragicomici. Sono gli anni in cui nasce e matura un rapporto simbiotico con la Natura e i suoi elementi. E proprio quando le forze sembrano esaurirsi e l’entusiasmo delle prime stagioni vacilla, in Devis matura la convinzione che non potrà proseguire oltre senza condividere con altri il suo cammino.
“Si definisce pecora nera della famiglia o di un gruppo di conoscenti un individuo che ha imboccato una cattiva strada o che non soddisfa le aspettative degli altri componenti.” Pecoranera potrebbe essere solo l’espressione di un disagio generazionale, di una frattura già vista tra genitori e figli, tra il boom economico e la decrescita felice. Ma nel libro c’è anche altro: proposta e non protesta, tensione positiva proiettata nel futuro, un percorso di crescita individuale che si snoda in una mescolanza di anarchia contadina e sen-sibilità ecologica.

INTERVISTA: http://corimaequo.altervista.org/devis-bonannida-pecoranera-a-buon-selvaggio/
Sito web: http://www.progettopecoranera.it